Trenitalia ha cancellato la riduzione dei biglietti della Salerno-Milano. A Roma occupata la stazione Tiburtina: «40 euro sono troppi» di Lorenzo Tondo "Grazie per aver scelto Trenitalia". Chissà cosa hanno pensato i 200 pendolari di Salerno e Napoli quando ieri, dai vecchi altoparlanti del treno notturno 830, è uscita quella vocina cordiale e simpatica nei pressi della stazione Tiburtina di Roma. Sono scesi e l'hanno occupata. Per 8 ore. Sono pendolari settimanali che ogni domenica notte si fanno 8 ore di viaggio, partendo da Salerno e Napoli per raggiungere Milano con il treno 830, 13 vetture e circa un migliaio di passeggeri a bordo. Dal 2005, grazie ad un accordo tra Trenitalia e la Regione Campania, i pendolari pagavano l'abbonamento mensile ridotto del 50%. A gennaio quel patto è stato cancellato. Secondo i responsabili dell'Ufficio Stampa di Trenitalia l'azienda non poteva più sopportare l'onere finanziario della convenzione per la riduzione dell'abbonamento, perché costretti a pagare anche quei pendolari irregolari i cui datori di lavoro non volevano certificare la loro assunzione. «Sei mesi fa - spiega uno dei pendolari in protesta - il biglietto che da 3 anni ci permette di attraversare l'Italia a 15 euro invece di 40 non è stato rinnovato da Trenitalia. Io guadagno 500 euro al mese - ha continuato - ho bisogno del biglietto a prezzo ridotto». Da lì "La Protesta dei 200 Pendolari", che dalle 4,30 di ieri mattina hanno bloccato i binari della Stazione Tiburtina. Il loro biglietto finiva a Roma (metà della tratta). Il restante 50% è quello che Trenitalia gli ha tolto. Alla Stazione Tiburtina venivano quindi invitati a scendere oppure a pagare il biglietto Roma-Milano. Sono scesi in massa e hanno pacificamente occupato il traffico ferroviario, che in pochi minuti è andato in tilt: almeno cinquanta treni sono rimasti bloccati o hanno accumulato fino a sei ore di ritardo. Una decina sono stati deviati su altre linee. Coinvolti nel caos anche i convogli diretti alla stazione ferroviaria dell'aeroporto di Fiumicino. A quel punto, la polizia ha pensato bene di inviare cinquanta agenti in tenuta antisommossa. Cinquanta Robocop per combattere la più pericolosa delle organizzazioni criminali: i pendolari. Gli agenti si sono schierati dentro e fuori la stazione pronti ad intervenire. Un evento che è particolarmente piaciuto a Mauro Moretti, ad delle Ferrovie dello Stato, che ha finalmente trovato la soluzione alle future proteste dei passeggeri: «L'intervento della forza pubblica ci ha aiutato a risolvere la situazione in modo nuovo rispetto al passato, quando si accettavano sconti del 50%, si facevano molti treni gratis e non si facevano controlli. Io credo che questo nuovo modo sia quello che potrà portare in questo paese una situazione normale come negli altri». Dunque, se il vostro treno è in ritardo di 10 ore, se non siete potuti arrivare in tempo al lavoro ed avete passato la notte al terzo binario, non dovete fare altro che tranquillizzarvi, respirare profondamente e attendere: 50 agenti antisommossa vi riporteranno a casa. Ma la saga Trenitalia non finisce qui. I treni provenienti dal Nord diretti a Roma, completamente ignari di quello che stava accadendo, non sembrano aver ricevuto alcuna comunicazione al riguardo. Trenitalia ha quindi ritenuto opportuno fermare le vetture in arrivo nella capitale nel bel mezzo delle campagne laziali, per ben tre ore. Senza acqua né aria condizionata, sotto il sole cocente a 36 gradi. «Se qualcuno non aveva mai pensato alle conseguenze pratiche dell'eliminazione delle misure a sostegno della mobilità dei pendolari, oggi con la protesta che ha portato al blocco dei binari della Stazione Tiburtina, ne ha la prova provata». Lo ha dichiarato Luigi Camilloni, presidente dell'Osservatorio Sociale, che ha aggiunto: «Il Governo rifletta sulle motivazioni che hanno scatenato la protesta dei pendolari e corra ai ripari intervenendo sulla Regione Campania. Ma soprattutto ci si interroghi sul fatto che da una parte si promuove la "lenzuolata verde" che avrebbe dovuto segnare l'inizio della svolta ambientale per l'Italia mentre dall'altra con gli aumenti tariffari, di fatto, si sta facendo aumentare l'uso delle autovetture e le poteste dei pendolari». Il blocco messo in atto oggi dai pendolari alla stazione Tiburtina, secondo il parlamentare del Prc, Francesco Caruso, «è un atto di denuncia contro Trenitalia». «Dinnanzi allo sbilancio di 1,7 miliardi di euro per il 2006 di Trenitalia - dice Caruso - bisogna rimettere in discussione il modello di gestione degli ultimi anni della società mettendo fine alle esternalizzazioni, a consulenze e stipendi d'oro per gli alti dirigenti, agli investimenti "vetrina" come l'Alta Velocità». Caruso ha poi aggiunto: «fare gli strozzini con i pendolari pretendendo con la forza di far pagare fino all'ultimo centesimo per un servizio a dir poco scadente è vergognoso per un paese civile. Piuttosto che sperperare miliardi di euro per la Tav, bisogna, prima delle merci, garantire il diritto a muoversi a tutti gli esseri umani, non solo i manager e gli industriali». Intanto, nel tentativo di trovare un accordo tra Trenitalia e le rappresentanze dei pendolari, l'assessore al lavoro della Regione Campania ha offerto la propria mediazione, invitando le due parti ad un tavolo delle trattative. Dopo quasi otto ore di protesta, i manifestanti hanno lasciato la stazione Tiburtina, imbarcandosi su un altro treno proveniente da Palermo e diretto a Milano. Il traffico ferroviario Trenitalia è ripreso lentamente a muoversi, con i suoi immancabili ritardi, i disagi e le consuete proteste dei passeggeri al seguito. Tutto regolare insomma. «E tante grazie per averci scelto».
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