Oltre 102 anni di reclusione per i 25 manifestanti. Le pene vanno da sei mesi a undici anni. Un solo imputato, Nadia Sanna, è stato completante assolto. A una decina di imputati sono stati derubricati i reati da devastazione e saccheggio a danneggiamenti e furto. Questa la sentenza emessa a Genova nei confronti di 25 manifestanti processati per i fatti relativi al g8 di Genova nel 2001. E’ la prima sentenza pronunciata per i fatti del luglio di sei anni fa. I commenti - Caruso: "Condanne attacco indegno e inquietante" “Le pesanti condanne di oggi per i fatti del G8 sono un indegno e inquietante attacco repressivo nei confronti della moltitudine che sei anni fa’ riempi’ le strade di Genova”. Lo afferma Francesco Caruso di Rifondazione Comunista. “Bisogna tornare in piazza immediatamente aggiunge per esprimere la nostra indignazione contro una giustizia a due velocita’ che persegue e incarcera chi ha resistito alla violenza poliziesca e lascia nell’impunita’ i vertici e gli apparati dello stato che pianificarono i pestaggi, le violenze, le cariche e la repressione”. “Dopo le condanne di oggi va rilanciata con maggior forza la manifestazione nazionale indetta il 2 febbraio a Cosenza in occasione del verdetto della corte d’assise contro 13 attivisti del movimento imputati per cospirazione politica e attentato all’ordinamento dello stato, accusati di essere la cupola sovversiva che preordino’ le contestazioni del global forum di Napoli del marzo 2001 e del G8 di Genova. Una manifestazione che dica no alla repressione che da Genova a Cosenza tenta di zittire, imbavagliare, reprimere e incarcerare il desiderio di lottare per un altro mondo possibile”, conclude Caruso. Arci: "Continueremo a chiedere giustizia" ‘’La verità sui fatti di Genova la conosce ormai tutto il paese, ma la giustizia continua ad essere lontana. Non smetteremo di chiederla. Non smetteremo di batterci per la Commissione di Inchiesta. Per noi, per le vittime, per ridare dignità al nostro paese’‘. E’ quanto afferma in una nota l’Arci commentando la sentenza sui fatti del G8 del 2001 emessa ieri a Genova da cui, secondo l’Arci ‘’si possono trarre delle prime considerazioni’‘. ’’Le richieste del Pm–evidenzia l’Arci–sono state ridimensionate (102 anni anziché i 225 richiesti, un’assoluzione, quattro funzionari di polizia segnalati alla procura per falsa testimonianza). Il Tribunale ha deciso di non applicare il reato di devastazione e saccheggio alla maggioranza degli imputati, accogliendo il cardine della linea difensiva. Si e’ finalmente stabilito–prosegue la nota dell’Associazione–che il corteo delle tute bianche del 20 luglio 2001 fu attaccato in modo arbitrario e ingiustificato, causando una reazione comprensibile, tant’è che è caduta l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale per tutti gli imputati coinvolti nei fatti seguiti a quella carica’’. ‘’I giudici–prosegue l’Arci–hanno quindi respinto il concorso morale nella devastazione e saccheggio, utilizzato dai Pm per collegare i fatti avvenuti nelle giornate del 20 e 21 luglio. Dieci imputati sono stati però condannati per devastazione e saccheggio, una imputazione mai applicata in Italia nel dopoguerra e che comporta pene pesantissime se comparate ai fatti contestati, danni materiali non alle persone’’. Secondo l’Arci ‘’è sconcertante che il tentativo peraltro mal riuscito di danneggiare il portone di un carcere possa corrispondere a una pena di 11 anni. C’è davvero il rischio di rovinare delle vite’’. Non solo denuncia l’Associazione ‘’per la morte di Carlo Giuliani non ha pagato nessuno, nei processi per la Diaz e Bolzaneto le eventuali pene cadranno in prescrizione. A febbraio verrà emessa la sentenza del processo di Cosenza, dove alcuni organizzatori e partecipanti a Genova 2001 sono assurdamente accusati di associazione sovversiva’’. Cento: «La sentenza stravolge la realtà dei fatti di Genova» “Nonostante il dimezzamento complessivo delle pene rispetto a quelle chieste dall’accusa, e seppure sono state in minima parte accolte alcune delle tesi difensive, la contestazione dei reati di saccheggio e devastazione stravolge la realtà dei fatti di Genova’’. Lo afferma il verde Paolo Cento dopo la sentenza che condanna ad oltre 102 anni di reclusione ventiquattro manifestanti per le giornate del G8 di Genova. ‘’In tutto il mondo aggiunge Cento hanno fatto clamore le modalità dell’intervento repressivo e l’incapacità di individuare le responsabilità politiche della gestione dell’ordine pubblico, definita anche in parlamento ‘cilena’. La verità giudiziaria in questo modo capovolge la percezione dei fatti e rischia di consegnare alla Storia le giornate di Genova 2001 come una responsabilità dei ‘no global’. Per questo, in attesa della chiusura del processo riguardante le violenza alla scuola Diaz, resta valida la necessità di una commissione parlamentare d’inchiesta come strumento istituzionale per arrivare ad accertare, al di la’ delle responsabilità giudiziarie, la verità politica di quelle giornate”, conclude Paolo Cento.
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